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Amici della Storia Attualità Iniziative

Il nuovo Eldorado: l’oro, i padroni, le guardie e i ladri del web

Mercoledì 11 novembre 2020 ore 18

L’Associazione Amici della Storia di Ispra organizza la videoconferenza:

Il nuovo Eldorado:
l’oro, i padroni, le guardie e i ladri nel web

Relatore: Adriano Endrizzi
della Associazione Amici della Storia

La conferenza è disponibile all’indirizzo:

https://youtu.be/0WIateaBLKc

Si racconta come dilettanti, professionisti e potenti organizzazioni si contendono l'”oro” del Web. In che cosa consiste questo “oro”? Quali tecnologie tutelano il patrimonio e quali armi di attacco e di difesa sono in uso?
La vita di individui, imprese, nazioni è certamente influenzata dalle operazioni di “guerra” in corso.
L’obbiettivo di un attacco è accedere a dati importanti, possedere strumenti di elaborazione, accumulare informazioni esclusive e attivare algoritmi segreti. La difesa prevede barriere contro le intrusioni, il blocco di attività sospette, il recupero dell'”oro” trafugato, il piano di ritorno alla normalità e la preparazione alle sfide future.

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Iniziative Storia

La Grande Guerra, la pandemia della spagnola e del coronavirus

Mercoledì 4 novembre 2020 ore 21

Il Comune di Caronno Pertusella organizza la videoconferenza:

La Grande Guerra, la pandemia della spagnola e del coronavirus
alcune riflessioni tra passato e presente
Relatori:
Giancarlo Restelli –  Istituto “A. Bernocchi” di Legnano
Carlo Antonio Barberini – Centro Filippo Buonarroti

Per seguire la conferenza: https://youtu.be/HqRnyQ2FwJQ

Per porre domande usare la chat dal vivo su youtube

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Interventi Storia

Italiani, brava gente?

Riportiamo la ricerca sui crimini di guerra del colonialismo italiano

a cura di Gloria Ratti e Giancarlo Restelli

pubblicata sul sito restellistoria:

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Amici della Storia Eventi Mostre

Ispra: mostra Resistenza Operaia a Berlino 1942 – 1945

Dato l’aggravamento della situazione di pandemia, l’esposizione della mostra “La Resistenza Operaia a Berlino 1942-1945” programmata per oggi è stata rinviata a data da destinarsi.

Giovedì 22 ottobre 2020

Auditorium Club House – CCR – Ispra

Associazione Amici della Storia, Comitato Culturale JRC e German Semester 2020 organizzano l’esposizione della mostra

Resistenza Operaia a Berlino 1942-1945
In collaborazione con
Centro Filippo Buonarroti, Centro Documentazione Logos, ANPI Ispra e ANPI Laveno Mombello
e con il patrocinio del Comune di Ispra
ore 17.30 e ore 20.30
Presentazione della mostra
Introducono
Jutta Thielen – del Pozo
per il Semestre Tedesco
Martina Cao e Davide Turetta
Comune di Ispra
Intervengono
Roberta Montagnini e Ino Lucia
ANPI Ispra
Patrizia Grazioli
ANPI Laveno Mombello
Presentano
Doriano Maglione
Centro Filippo Buonarroti
Paolo Migone
Centro documentazione “Logos” di Genova
La mostra sarà aperta il 22 ottobre dalle 16.00 alle 22.00

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Interventi Storia

Lenin e il movimento operaio italiano (1901-1922)

Segnaliamo il testo di Giancarlo Restelli sul sito restellistoria:

Lenin e il movimento operaio italiano (1901-1922)

Indice

Introduzione
Capitolo primo: Analisi degli scritti di Lenin fino all’agosto 1911
  • Caratteri del socialismo italiano nell’età giolittiana negli scritti di Lenin
  • Individuazione dei caratteri imperialistici nel capitalismo italiano
  • Il primo apparire del nome di Lenin in Italia
Capitolo secondo: Lotta politiche nel socialismo italiano negli anni precedenti la Prima guerra mondiale
  • Lenin e il congresso di Reggio Emilia
  • La guerra di Libia e il socialismo italiano
  • Il PSI “felice eccezione” fra la neutralità e l’intervento (agosto 1914-aprile 1915)
Capitolo terzo: Guerra imperialistica e rivoluzione
  • Il “né aderire né sabotare” negli scritti di Lenin
  • Primi incontri tra Lenin e i socialisti italiani a Zimmerwald e Kienthal
  • Lenin e la rivoluzione di febbraio nella stampa socialista italiana
  • Lenin e il PSI tra le due rivoluzioni
  • Prime interpretazioni dell’Ottobre nel PSI
  • Potenzialità rivoluzionarie e problema del partito rivoluzionario
  • tra Caporetto e la fine del 1918
Capitolo quarto: Il “Biennio Rosso” in Italia nell’ipotesi strategica di Lenin
  • Speranze di un’imminente rivoluzione in Italia in un messaggio di Lenin a Serrati
  • La fondazione della Terza Internazionale
  • Speranze e delusioni di Lenin nello sciopero internazionale del 21 luglio 1919
  • La “brillante vittoria del comunismo” al Congresso di Bologna
  • Il massimalismo italiano in una lettera di Serrati a Lenin
  • Antiparlamentarismo, polemica contro il centrismo e il riformismo nel PSI, valorizzazione del partito ne “L’Estremismo”
  • Il secondo Congresso dell’Internazionale Comunista
  • Verso la scissione
Capitolo quinto: Il Congresso di Livorno e la fondazione del Partito Comunista d’Italia
  • Ultimi rapporti tra Serrati e l’Internazionale prima della scissione
  • Livorno, l’Internazionale e Lenin
  • La polemica su Livorno nella storiografia togliattiana
  • Il nodo storico del “ritardo”
  • Uno strumento politico d’avanguardia: il partito leninista
Capitolo sesto: Lenin il “fronte unico” in Italia
  • Stabilizzazione relativa del capitalismo e strategia della NEP in Unione Sovietica
  • Tattica del “fronte unico” e polemica su Livorno al Terzo Congresso dell’Internazionale Comunista
  • ”Fronte unico” e conquista della maggioranza del proletariato
  • Rafforzamento delle strutture del partito, “fronte unico” sindacale e “ritirata strategica” di classe nell’azione del PCd’I nel biennio 1921-22
  • La scienza della “ritirata ordinata” nella strategia di Lenin e Bordiga
  • Le difficoltà del “fronte unico” politico in Italia: il “Circo Barnum” alla prova
  • Il problema della fusione tra PCd’I e PSI negli ultimi scritti di Lenin
Note
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Attualità Interventi

Vajont, 9 ottobre 1963. Una tragedia annunciata

Segnaliamo l’articolo di Giancarlo Restelli sul sito restellistoria:

Vajont, 9 ottobre 1963.

Una tragedia annunciata

C’era roba gialla ovunque, era la melma trasportata dall’onda.

A un certo punto vidi affiorare il gomito di una bambina di 6-7 anni.

La tirai fuori da lì, la presi in braccio e chiesi dove avrei dovuto metterla.

Mi indicarono una catasta di corpi che si era già accumulata lì vicino”
Bruno Ambrosi, uno dei primi soccorritori

Il 9 ottobre di cinquant’anni fa una rovinosa frana staccatasi dal monte Toc provocava poco meno di 2000 morti prevalentemente a Longarone e in numerose frazioni vicine alla frana. Circa 260 milioni di m³ di roccia (un volume più che doppio rispetto all’acqua contenuta nell’invaso) si staccarono dalla montagna e franarono nel lago artificiale della diga del Vajont provocando un’ondata alta 200 metri che si abbattè con la forza di una bomba atomica sull’abitato di Longarone, che si trovava di fronte alla diga a pochi chilometri di distanza.

Leggi tutto l’articolo: http://restellistoria.altervista.org/scritti-vari/vajont-9-ottobre-1963-una-tragedia-annunciata/

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Attualità Interventi

A Legnano ha vinto… l’astensionismo.

Riportiamo l’articolo di Giancarlo Restelli sul sito restellistoria:

A Legnano ha vinto… l’astensionismo

Elezioni comunali ottobre 2020

Ha vinto Radice, molto bene! Sicuramente meglio della Toia. Ha vinto con 11.733 preferenze (54%) contro 9.977 voti alla sfidante, pari al 46% dei votanti. Appunto: rispetto a coloro che hanno votato.

Al ballottaggio ha votato il 47.55% dei votanti, quindi più della metà non è andata alle urne (52.5%). Esattamente 23.000 persone (numero più numero meno) su 47.073 potenziali elettori.

Il primo partito a Legnano

Nessuno ne parla ma il primo partito a Legnano – ma anche in Italia quando si vota – sono gli astensionisti, ossia giovani, uomini e donne di ogni età che per particolari motivi non votano.

Perché non votano? Una democrazia seria dovrebbe porsi finalmente la domanda e dare risposte concrete. Non è il momento di analisi sociologiche ma qualcosa si può dire…

Leggi tutto l’articolo: http://restellistoria.altervista.org/scritti-vari/a-legnano-ha-vinto-lastensionismo-comunali

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Attualità Demografia e migrazioni Interventi

3 ottobre Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

Riportiamo l’articolo di Giancarlo Restelli su SempioneNews:

3 ottobre Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

A sette anni dalla tragedia di Lampedusa

Il 3 ottobre del 2013 avvenne una tragedia a poche centinaia di metri da Lampedusa che colpì molto l’opinione pubblica italiana. La dinamica è molto semplice, anche perché si è ripetuta più volte nel Mediterraneo. Un peschereccio mal ridotto, lungo venti metri, con circa cinquecento migranti eritrei a bordo, a poche miglia da Lampedusa ha un’avaria. Sono alla deriva ma la costa è vicina. Sono le prime ore della mattinata del 3 ottobre, ancora c’è buio…

Leggi tutto l’articolo: https://www.sempionenews.it/cronaca/3-ottobre-giornata-della-memoria-e-dellaccoglienza/

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Amici della Storia Attualità Iniziative

I possibili riflessi della pandemia secolare sulla contesa globale

Mercoledì 7 ottobre 2020 ore 18.00
Club House, via Esperia 369, ISPRA
L’Associazione Amici della Storia di Ispra organizza la Conferenza-dibattito:

I possibili riflessi della pandemia secolare
sulla contesa globale

 

Relatore: Antonio Barberini

  • L’impatto previsto della pandemia sul ciclo mondiale e sul PIL dei principali Paesi
  • “Denaro gratis” dalle banche centrali e debiti da tempi di guerra per gli Stati: situazione senza precedenti! Con quali possibili conseguenze?
  • I possibili riflessi nella politica delle maggiori potenze
  • Come potrebbero cambiare i rapporti di potenza
L’Associazione si e’ impegnata a rispettare e far rispettare le regole di contenimento del virus COVID-19. L’accesso deve avvenire indossando la mascherina e all’ingresso verrà misurata la temperatura corporea che deve essere inferiore a 37.5 °.
All’ingresso dell’auditorium sara’ chiesto di fornire il vostro nominativo e n. di telefono: nel caso in cui pensiate di partecipare e per evitare assembramenti all’ingresso, vi chiediamo di comunicare i vostri dati inviando un’email a: amici.storia@gmail.com, con oggetto: Conferenza: “I possibili riflessi della crisi pandemica secolare sulla contesa globale”.

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Attualità Demografia e migrazioni Interventi

Non credete ai poveri untori

Riportiamo l’articolo di Maurizio Ambrosini su l’Avvenire del 4 agosto: “Covid-19, migranti e derive parolaie. Non credete ai poveri untori”.

Il nesso tra immigrazione e pericolo Covid-19 sta agitando la scena politico-mediatica, oltre che le vacanze degli italiani, assumendo varie sembianze inquietanti: gli sbarchi, anzitutto, ma anche i rientri dall’estero, i focolai di infezioni nei centri di accoglienza, nonché le fughe dagli obblighi di quarantena. Spiace che non solo politici in cerca di facili consensi, ma anche analisti qualificati partecipino alla “caccia agli untori”, mediante usi spericolati dei dati e associazioni improprie tra fenomeni sociali (persone che si muovono attraverso i confini) e aspetti politici (il colore del governo in carica).
L’idea che gli immigrati (poveri) portino malattie è una delle leggende nere più ricorrenti e inossidabili. Chi ha un po’ di memoria potrebbe ricordare, per limitarci agli ultimi anni, i tentativi di bloccare l’accoglienza dei profughi a causa dell’epidemia di Ebola in alcuni Paesi africani, oppure l’allarme per la presunta diffusione della Tbc tra le forze dell’ordine che presidiavano gli sbarchi. Voci infondate, eppure di grande impatto mediatico…

Leggi tutto l’articolo: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/non-credete-ai-poveriuntori

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Attualità Interventi

Il negazionismo da sindrome egoistica a strumento politico

Ezio Mauro, “La Repubblica”, 2 settembre 2020, scrive che il negazionismo del virus “è prima di tutto una forma di egoismo. Nego la sua stessa esistenza, e in questo modo sono esonerato dal peso del problema, dalla responsabilità di farmene carico…Non mi sento implicato emotivamente nelle sue conseguenze.” Negando l’esistenza stessa del virus sono dispensato dal provare empatia, pietà, solidarietà nei confronti delle persone colpite.

Il negazionismo permette di rinchiudersi in un guscio per difendere il proprio ego e rimuovere le profonde paure, sospingendole fuori dalla propria illusoria bolla. […]

Continua a leggere il comunicato di Genova Solidale

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Amici della Storia Iniziative Storia

Il crollo della civiltà della tarda Età del bronzo

Giovedì 10 settembre 2020 ore 18

L’Associazione Amici della Storia di Ispra organizza la videoconferenza:

Il crollo della civiltà della tarda Età del bronzo

Relatore: Amos Necci
della Associazione Amici della Storia

La conferenza si svolgerà in diretta streaming all’indirizzo https://youtu.be/4rTlok7KZhk

A lungo si è pensato che il mondo di tremila anni fa fosse un luogo primitivo, con un’economia ridotta su breve scala, ma gli ultimi decenni di scavi archeologici hanno, invece, portato alla luce un mondo incredibilmente organizzato e vasto, sorprendentemente simile al nostro, tanto da poterlo definire “globalizzato”. L’Età del Bronzo appare, infatti, come un’epoca di fiorenti commerci, di evoluzione tecnica e culturale, di rapporti diplomatici internazionali, di sottili equilibri politici. Lo stagno, necessario per ottenere il bronzo delle armi e degli utensili, proveniva dall’Afghanistan, il rame da Cipro: come il petrolio di oggi, erano le merci più ambite, e sul loro commercio era fiorita un’intesa internazionale che, pur non utilizzando ancora la moneta, coinvolgeva tutti i grandi imperi del Mediterraneo e della Mezzaluna fertile.

Il quadro archeologico ci restituisce un’organizzazione solida e funzionale, che sembrava intramontabile a chi ne faceva parte, ma che cadde di schianto attorno al 1200 A.C.. Seguirono lunghi secoli bui. Come sia stato possibile che l’intero mondo civilizzato piombasse nel caos rimane uno dei grandi misteri dell’archeologia. Per decenni gli archeologi hanno avuto un solo ed unico colpevole da additare: i “Popoli del Mare”. Non sappiamo con esattezza chi fossero, ma al loro arrivo è associata la caduta di regni millenari. Oggi, invece, sappiamo che la situazione al tempo della tarda Età del Bronzo era molto più complessa di come inizialmente ipotizzato. Sono stati scoperti nuovi indizi che dimostrano che proprio in quegli anni erano in atto cambiamenti climatici, guerre, migrazioni e rivolte. Problemi regionali che, esplodendo a catena, ne trascinarono altri, fino a diventare problemi di tutti.

I nomi dei regni antichi evocano avvenimenti lontani, ma le loro vicende sono così “moderne” che la loro storia suona come un monito rivolto al nostro mondo. La crisi del 2008, il cambiamento climatico, l’incidente nucleare di Fukushima, la guerra dei dazi tra USA e Cina e il Covid-19 hanno dimostrato che il mondo globalizzato in cui viviamo è piu fragile di quanto immaginassimo. Nell’epoca dell’economia mondiale, delle crisi finanziarie e di Internet, sarebbe di nuovo possibile un collasso del nostro intero sistema economico e sociale? Oggi, gli esperti di finanza e di rischio si interrogano su questa eventualità. Si chiamano “rischi sistemici” e rappresentano la possibilità che l’intero sistema finanziario subisca un crollo repentino dal quale non sappia risollevarsi.